Surrealismo pop

© janaka Dharmasena - Fotolia
Tra le correnti artistiche a cui gli Stati Uniti d’America hanno dato i natali il Surrealismo Pop merita senz’altro un posto di rilievo. Per le sue atmosfere trasognate, per la sua natura di arte “popolare” la corrente inaugurata alla fine degli anni ’70 in California affascina molti appassionati.
Padri artistici del surrealismo pop furono Robert Williams e Gary Panter, il primo fu illustratore della prima e censurata copertina dell’album “Appetite for Destruction” dei Guns N’ Roses. I due artisti si ispirarono ai generi più improbabili, dando vita ad una forma di pittura e illustrazione ricca di contaminazioni. I motivi ripresi dal mondo del cartone animato e dell’infanzia vengono rielaborati in un’ottica distorsiva, a volte plumbea, a volte eterea che li rilegge in chiave gotica o fiabesca. L’ astrazione tipica del surrealismo si nutre nella nuova corrente con ispirazioni punk e stilemi ripresi dai graffiti urbani. Gli artisti del surrealismo pop rivendicano la loro ispirazione artistica attingendo a piene mani dalla lezione di Andy Warhol, di Keith Haring, ma anche dalla pittura preraffaelliana e creano mondi magici e grotteschi in cui le figure o le rappresentazioni di queste assumono connotati nuovi.
Tra i nomi di maggior successo della corrente si annoverano il grande Mark Ryden che reinventa il quotidiano, popolandolo di bambine, bambole, figure oniriche in netto contrasto con gli ambienti cruenti che le avvolgono. Pittura psichedelica e seduttrice anche quella di Ray Cesar che nelle sue immagini digitali rielabora il suo passato lavorativo quando in un Ospedale pediatrico di Toronto era a stretto contatto con malattie, abusi e malformazione dei bambini. Di notevole rilievo sono i lavori, tra gli altri, di Alex Gross, di Camille Rose Garcia, dell’italiana Nicoletta Ceccoli e di Nathalie Shau. Un’arte che non lascia indifferenti, specchio di un mondo contraddittorio ed ambiguo.
dicembre 26, 2011 No Comments
